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LA VACANZA
DELL'ITALIANO MEDIO
1a Parte, Il Viaggio
Prefazione.
Questo racconto si basa su assolute leggende e situazioni
fantoziane, raccontante un po a mò di comici di Zelig, col solo
intento di farvi fare due risate e niente più. Man mano che
andrete avanti nella lettura però, sono sicuro che vi accorgerete
di quanto, in realtà, alcune situazioni siano del tutto veritiere.
E' inoltre probabile che, in alcuni frangenti, il linguaggio usato
sia un po fuori dal comune, o meglio, fuori dal contesto di questo
sito, ma con epipeti che fanno del tutto parte del nostro
linguaggio comune, specialmente in quelle situazioni che andremo a
descrivere.
Pronti? Bene, allacciate le vostre cinture di sicurezza virtuali e
avviatevi in questa vacanza del tutto particolare...
Dopo un estenuante anno lavorativo, la famiglia media italiana
parte finalmente per le dovute vacanze, evvai! Mesi e mesi passati
in ufficio ad aspettare questo momento, mesi di stress e
incomprensioni con i propri colleghi e datori di lavoro. Ma adesso
è giunto il momento di riporre schedari o marchingegni da parte, è
giunto il momento di fare falsi sorrisi a tutti i propri colleghi,
salvo poi uscire dall'ufficio e salire in macchina scordandosi
pure il loro nome!
E arrivati a casa si finiscono i preparativi, faticosi certo, ma
tutto sommato piacevoli perchè già assapori la vacanza che ti
aspetta il giorno dopo. Segue una bella cena, un po di tv nel
massimo del relax con la tua famiglia, poi una doccia veloce e
finalmente il letto. E nei tuoi sogni ti porti ben al dilà della
comune località turistica che hai scelto per le tue vacanze, si,
perchè nei tuoi sogni immagini che quella località siano in realtà
i tropici, dove dolci e suadenti ragazze ti sventolano con i loro
ventagli, magari offrendoti cocktails e frutta a volontà, e dove
sei circondato da soffice sabbia e verdi palme, per non parlare di
quel mare limpidissimo dove nuotano pesci tropicali...
Galvanizzato da quei sogni, ti svegli la mattina pieno di energie,
tutta la famiglia allegra e in fermento. Colazione veloce e
leggera, carico dei bagagli, chiusura di rubinetti vari, triplo
giro di chiave in tutte le porte di casa. E poi, finalmente,
via...
Si parte presto la mattina (o tardi la notte se preferite), con
l'auto che ovviamente non ha l'aria condizionata ne, tantomeno, il
climatizzatore. Nell'auto si canta e si fanno progetti per le
giornate che di li a poco arriveranno, si torna ad immaginare la
spiaggia deserta con le palme a ripararti dal sole e le due
fantastiche fanciulle a servirti cocktails freschissimi e
dissetanti. Poi arriva il primo sole che irrimediabilmente
colpisce il parabrezza e di conseguenza la testa, si comincia a
rallentare per aprire il finestrino, ma il viaggio risulta
comunque piacevole.
Ci si ferma all'autogrill per una seconda e rapida colazione e per
far fare i bisognini al bambino, e già li comincia la ricerca di
un parcheggio che comunque, bene o male, riusciamo a trovare...
L'autogrill però è strapieno e casualmente l'aria condizionata non
funziona, così la rapida colazione porta via più di un'ora, ma
chissenefrega, oggi è vacanza. Fatto sta che alla ripartenza il
sole è ormai alto e la temperatura inizia a divenire
insopportabile; il bambino, seduto sul sedile posteriore si
accascia inevitabilmente, mentre la moglie pare paralizzata con la
testa rivolta verso il proprio finestrino e da quella posizione
non si muoverà più fino al primo casello autostradale. Il marito
invece, impavido, roboticamente guida la macchina in stato
catatonico, sguardo fisso sulla strada e mente chiusa, onde
evitare di pensare al caldo che attanaglia l'auto.
E... si arriva al primo casello! 5 km di coda... Il bambino viene
praticamente denudato, il marito rimane in canottiera anni 60 e la
moglie si spoglia più che può e benedice se stessa per aver messo
il reggiseno così da potersi sbottonare fino all'ombelico. Si
comincia a tirar fuori tutte le riviste possibili e immaginabili
da usare a mò di ventaglio, mentre intanto un motociclista ti
supera in coda e tu ti incazzi come una bestia perchè quello
arriverà 4 ore prima di te al casello! Come se non bastasse, nella
fila accanto alla tua, c'è una stramaledetta famiglia a bordo di
un mercedes ultimo modello, super accessoriata, che ti guarda e
ride...
E mentre il marito resta al volante, la moglie e il figlio fanno
due passi lungo la colonna di auto, tanto a piedi arriveranno
prima loro al casello... Problema è che le suole delle scarpe a
tennis si stanno squagliando sull'asfalto, quindi onde evitare di
rimanere scalzi, si decide di rientrare in auto...
Quando secondo le tue previsioni avresti dovuto essere a
destinazione, ti accorgi che sei appena uscito dal primo casello,
dove il casellante, una volta ricevuto i soldi, ti augura una
buona giornata... (un "mavaffanculo" fra i denti ci scappa).
E' oramai ora di pranzo, ma capisci che fermarsi ora sarebbe un
suicidio e soprattutto arriveresti a notte fonda, quindi si decide
di comune accordo (mandandosi reciprocamente a quel paese) di
proseguire imperterriti per la propria destinazione tanto, verso
le 17, comincerà a fare più fresco (ma chi l'ha detto?!).
Sempre che sul percorso non si trovino incidenti, dopo ore di
viaggio, finalmente cominci a vedere i cartelli della tua
destinazione (talcittà km 80) e subito tutta la famiglia si
rinvigorisce, torna il sorriso e si torna anche a parlare dopo ore
di inevitabile silenzio che era interrotto solo dalle lamentele
del bambino (mammaaa... quando si arriva?). E finalmente il
casello!!! A 7 km di distanza che andranno percorsi a passo d'uomo
per la seconda inevitabile coda... Chissà perchè però, questa
volta il tempo sembra trascorrere più velocemente, in fondo si
tratta dell'ultimo sforzo prima di godersi le vacanze, quindi
procedi con umore leggermente migliore rispetto alla coda della
mattina.
Improvvisamente, l'occhio ti cade sulla lancetta della
temperatura... Gli occhi del marito si spalancano, il volto
terrorizzato! La moglie non capisce, poi segue lo sguardo del
marito ormai fisso sulla lancetta e realizza... ODDIO! Esclama...
L'auto viene spenta e riaccesa a ripetizione ogni qualvolta la
colonna di auto procede di 2 metri. Il tuo pensiero già si porta
alle parole da dire ai conducenti che ti stanno dietro, quando la
tua auto farà una fumata bianca dal cofano, inevitabile segno di
rottura del radiatore. E preghi, preghi perchè ciò non succeda...
E sudi, sudi come non hai mai sudato nella tua vita. E intanto,
nella colonna di fianco alla tua, un'altra famiglia, su un'altra
Mercedes super accessoriata, ti guarda e ride... NOOOO!
La temperatura dell'auto non accenna a diminuire, decidi allora
che, volente o nolente, i pochi metri che la colonna percorre ogni
5 minuti te li devi fare fuori dall'auto, con una mano al volante
e l'altra che spinge... Ti chiedi anche se qualcuno che ti
precede, o che sta dietro, capirà il problema e scenderà a darti
una mano, ma la risposta arriva dopo che ti sei già fatto un km a
spingere quell'auto che avresti dovuto cambiare invece di spendere
soldi per andare in vacanza... Quando poi dall'auto senti i
lamenti del bambino "Mammaaa... quando si arriva? Mammaaa... ho
fame... Mamma... mi scappa la pipì...", in un primo momento pensi
che è tuo figlio e che sta male, ma è un pensiero che ti sfiora
solo per 43 centesimi di secondo, dopodichè parte un altro
mavvaffanculo stretto frai denti... E nessuno continua a darti una
mano, nemmeno quella 'stronza' di tua moglie che si sta
sventolando le tette con la TUA Gazzetta Dello Sport!
Dopo altri 2 km passati a spingere e a bere acqua calda dalla
bottiglietta su cui ha sbavato pure tuo figlio, oramai stremato e
sull'orlo di un collasso (oltre che di una crisi di nervi), ti
accorgi che la temperatura dell'acqua è scesa a livelli
accettabili, quindi decidi di rimetteri al volante, tanto oramai
il casello è in vista e se dovesse andare male, a questo punto, al
diavolo tutto e tutti...
Arrivi finalmente al casello con la temperatura che s'è rialzata
pericolosamente, paghi, rimandi a quel paese il casellante, fai
una sgommata e parti a velocità folle con la testa fuori dal
finestrino. ARIA, finalmente! La temperatura scende, scampato
pericolo, e già decidi che per il rientro si partirà alle 8 di
sera e si viaggerà tutta la notte, e chi non è d'accordo prenda il
treno! Già, il rientro, ancora non si è arrivati e tu già pensi al
rientro...
La ridente cittadina è li, ti aspetta, ti fermi al primo baretto e
con l'aria da profugo chiedi una bottiglia d'acqua minerale
ghiacciata! AAAAHHHHH, orgasmo, libidine pura. Come se non
bastasse, prendi pure un'altra bottiglia, esci fuori e te la versi
sulla testa; il barista ti guarda, ma tu te ne freghi altamente e
lo guardi con aria minacciosa e divertita allo stesso temo, come
per dire: "Occhio che ci mando pure te..." (Come se il barista
sapesse che hai passato la giornata a fanculizzare tutte le
persone che hai incontrato).
E arrivi finalmente all'albergo che non è proprio come ti era
stato descritto, ma sinceramente adesso non è il momento di
guardare i particolari, basta che ti diano una camera, il resto
non conta. Stranamente, il direttore dell'albergo pare essere
l'unica persona gentile di questo mondo, infatti non ti fa pesare
il fatto che tu sia arrivato come uno straccione e che puzzi di
sudore che non si riesce a starti accanto; no, capisce le
difficoltà del viaggio appena finito, ti rincuora rapidamente
(consapevole che con un secondo di troppo scatterebbe il vaffa)
dicendoti che c'è chi ha avuto disavventure peggiori, e
gentilmente ti fa accompagnare in camera...
Entri in camera che sei già praticamente in mutande, te le togli,
ti infili sotto la doccia e spegni il cervello per 5 minuti. A
riaccendertelo ci pensa tua moglie: "Caro, quanto tempo ancora che
vorrei farmi una doccia anche io?". Li per li ti scappa un vaff,
ma poi ti ricordi che quella è tua moglie, che c'è un figlio, che
li ami (tranne in viaggio), e quindi decidi di fare in fretta
perchè anche loro hanno bisogno di una doccia.
Esci tutto bagnato, finalmente con un sorriso sulle labbra, baci
la moglie e la fai accomodare in doccia. Mentre stai per sdraiarti
senti un "Madonna che casino che hai fatto, è tutto bagnato", ma
decidi di non dar peso a quelle parole e con un sorriso chiudi gli
occhi per riposare un po... Ti appisoli dolcemente, torni a
sognare le palme e le dolci fanciulle che ti servono il coktail. E
mentre nel sogno una di queste si siede sulle tue ginocchia, senti
una stridula voce provenire da non si sa dove... Mammaaa... Ho
fameee!!!
NOOOOOooooOOOOOoooOOOOOOoooOOOOOOOo!
Fine prima parte.
Nella seconda parte trovere la reale vacanza dell'italiano medio,
quella nel luogo di villeggiatura.
Badrose |