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PIANETI: PLUTONE
Ultimo venuto del nostro sistema solare, Plutone è ancora il meno conosciuto. Se si fa riferimento alla mitologia greca, Plutone era figlio di Saturno, fratello di Giove e di Nettuno.
Il suo dominio era quello degli Inferi, il mondo sotterraneo, che riuniva insieme i maledetti, nel Tartaro, e i giusti, nei Campi Elisi. Plutone non era dunque il diavolo ma il giustiziere Supremo che può punire ma anche compensare. Egli reggeva dunque insieme il Purgatorio, l'Inferno e il Paradiso. Aveva anche un ruolo fecondante, sotto il nome di "Frugifero", e faceva germogliare il grano che muore nella terra per rinascere nelle messi. Questo lato di abbondanza gli è valso a fargli rappresentare le ricchezze, donde ancora il nome di plutocrazia ancora impiegato per designare un invadente capitalismo. Plutone governa dunque un processo che è innanzitutto una distruzione: il seme infilato nella Terra, che marcisce si forma e diventa una nuova pianta; Plutone non crea ma trasforma dopo un periodo di morte apparente. Si aveva paura di questo Dio, rappresentato come cupo ed arcigno; egli apportava intorno a lui un clima di spessa e marcata ostilità. Si può ricollegare a Plutone la forza Kundalini, che, secondo la dottrina indù, è capace di trasformare l'uomo ma anche di distruggerlo. É anche il dragone guardiano della soglia delle tradizioni occulte. Vi è in tutti i suoi aspetti il problema della potenza, del segreto, del sesso, del nulla, della morte e della trascendenza. Gli aspetti favorevoli aiutano il plutoniano ad una soluzione accettabile di questi problemi. Gli aspetti dissonanti producono invece nel soggetto: rivolta definitiva contro l'immagine del padre; per l'uomo, attitudine alla sottomissione alla donna; per la donna, bisogno di un erotismo aggressivo, che la lega all'uomo suo malgrado; complicazioni mentali, gusto degli intrighi sotterranei, bisogni di stupire; tendenza al masochismo affettivo, amore che si esalta nella sofferenza, in situazioni insopportabili o senza soluzione professabile; estremismo nella lotta, sopravvalutazione delle proprie possibilità, rischio di autodistruzione; riuscita che esige il segreto, situazioni che non si reggono che attraverso complicità, problemi finanziari sempre
riproducenti; fatalità interiore, pessimismo di fondo, gusto del nulla, isolamento morale, difficoltà difficili da sormontare; adattamenti difficili per un'esistenza che non conosce giammai riposo. Una specie di timor sacro può esprimersi in una personalità marcata da Plutone che si sente detentrice di segreti e di temibili potenze. Anche favorevolmente situato nel tema, Plutone esprime la volontà di potenza, si manifesta in maniera implacabile; non s'adatta, non ammette le mezze misure, non vuole compagni ma esseri sottomessi. Non capitola mai, non vi è per lui altra soluzione: la vittoria o la morte. Vi è in Plutone un'ambivalenza fondamentale: è un giudice che incontriamo sempre ad un certo punto della nostra esistenza. Legato a Saturno, questo giudice ci dichiara colpevoli. Può anche aiutarci nella nostra evoluzione, ma lo fa molto duramente. Egli ci dà la chiave di un altro mondo se noi accettiamo, simbolicamente, di morire con il grano e di rinascere. Plutone in effetti non crea, ricrea. In questa trasformazione, vi è un rischio di annientamento, di riduzione allo stadio di residuo, di scoria. Si potrebbe dire che Plutone è insieme la parte di vita che è nella morte e la parte di morte che è nella vita. Simbolicamente Plutone è un ricettacolo di forze misteriose: la forza germinativa, la forza del nucleo atomico, il sesso, tutte le energie ribollenti e sotterranee, e di cui l'impiego maldestro può provocare le peggiori catastrofi, e che sono al di là del mondo delle apparenze. Plutone rappresenta l'inconscio collettivo, le energie primitive che dobbiamo addomesticare se non vogliamo che ci divorino. É questo che tende a prodursi nei casi di forti dissonanze. Il soggetto tende allora a vivere in un clima di crisi, di rivoluzione permanente, di autodistruzione, governato suo malgrado dagli istinti di morte; l'annientamento della vita interiore. Si dice che Plutone è in rapporto con le masse. E infatti, non le governa; governa bensì la loro utilizzazione, il loro plagio, come si dice. Il plutoniano è un solitario imbevuto della sua potenza e pronto a tutto per accrescerla, cercando di agire sulle masse, manovrandole. Plutone, però, può agire in maniera positiva? Certo, egli può aiutare alla riuscita, poiché accorda la facoltà di dirigere gli altri. Ma la tentazione del potere, per degli scopi puramente materiali o sessuali, rischia di far diventare schiavi di questa forza scatenata o di aprire dei baratri sotto i piedi del plutoniano, il quale deve più di ogni altro iniziarsi alle proprie forze segrete.
Gloria
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